Friday, 28 March 2008

Kristina, la piazza dei pochi e l'intolleranza di chi ha sempre ragione



Cristina rilancia. Cristina è dura, lo sanno tutti, e se lascia una porta aperta lo fa solo a patto che i "ruralistas" decidano prima di abbondonare lo sciopero giunto al sedicesimo giorno. Sa che una mossa del genere può spezzare un movimento che non è monolitico, un'agitazione fatta da più di cento blocchi stradali, da molte realtà. Così succede. Sono passato oggi a San Pedro, sulla strada per Rosario, a 200 km da Buenos Aires. Coda di tre chilometri per chi si dirige verso la capitale. forse domani o sabato il blocco viene tolto. A Gualeguaychiu, invece, provincia di Entre Rios vanno avanti ad oltranza. Ho letto in questi giorni diversi interventi su blog, uno su tutti quello di Tanoka (www.tanoka.net). Molti commenti sparsi qui e là si riferiscono ai protagonisti della protesta, i produttori e chi li appoggia nelle grandi città. E' vero, non sono i poveri-poverissimi della periferia ma non sono nemmeno gli aristocratici o perlomeno non solo quelli. Ho visto molta classe media, gente con famiglie nelle province ma non solo. Giovani che non hanno terreni da difendere, nè centinaia di capi di bestiame ma che non tollerano l'arroganza di un governo che aumenta le tasse e che poi manda gruppi di piqueteros a far sgomberare la piazza. E poi, mi chiedo, perché una Lacoste o una faccia abbronzata squalificano di per sè una protesta che muove centinaia di migliaia di persone in tutto il paese. Ai Kirchner piace lo scontro, chi non sta con loro è un nemico della patria, ogni mossa del governo, giusta o sbagliata che sia (e l'aumento di tale proporzione mi pare sbagliato) diventa un momento storico nella lotta contro la dignità di chi non ha nulla contro l'egoismo dei ricchi. Un nemico, sempre e comunque, da abbattere, questa è una delle linee guida del complesso mondo peronista. Mi ricorda qualcuno, nato palazzinaro ad Arcore, che vede comunisti da tutte le parti, che i giudici sono tutti cospiratori, che i precari meglio si cerchino un figlio ricco da sposare. Parallelismo odiosi mi direte ma tant'è...

3 comments:

luciano perazolo said...

si tratta di una ridistribuzione della ricchezza, il capo di stato rappresentato dalla Sig.ra Kirchner, è appartenente a un gruppo ideologico socialista. Il problema è che nel resto del mondo (vedi Italia) siete abbituati a crescere per "caduta", e mi spiego meglio. Una persona diventa ricca, e attraverso l'investimento dei suoi soldi il paese cresce. Ma alla fine questo accade nei paesi con un minimo di crescita economica annua. L'argentina è al 5to anno con una tasa di crescita maggiore al 7% e il meccanismo di caduta non si vede quindi il governo provede. Molto semplice!
Saluti, ( un argentino all'estero ;)

LaValen said...

dissento, dissento, dissento! questa è una "presidenta" seria il cui unico errore è stato di non introdurre da subito misure differenziate per piccoli e grandi produttori e rompere così dal principio il blocco che si è formato, nel quale i piccoli difendono gli interessi di grandi aziende. questo è un paese nel quale in ottobre i pomodori costavano più della carne e tutti dicevano che era per colpa della "soizzazione" della terra ... questo è un paese non abituato a redistribuire ... abituato ad esportare ciò che il resto del mondo desidera comprare, esportare senza valore aggiunto ... un modello di agroexport costato all'argentina INNUMEREvOLI crisi economiche drammatiche ... questo è un paese che finalmente ordina il "niente scontri" ... militari a sgomberare le strade forse, ma sicuramente senza armi ... sta forse diventando un paese civile! o forse io leggo solo www.pagina12.com! W la presidenta!!!

LaValen said...

mi permetto di dissentire. questa è una presidenta seria, antipatica forse ma seria che ha sbagliato a non introdurre da subito misure differenziate per grandi e piccoli produttori / esportatori ed impedire così la creazione di un fronte innaturale dove i piccoli produttori difendono gli interessi di grandi imprese ... solamente pochi mesi fa si diceva che la colpa per i prezzi alle stelle della verdura era della "soizzazione" delle colture, tutta merce per l'export ... solo pochi anni fa sarebbe stato impensabile vedere picchetti e blocchi stradali non sgomberati dall'esercito armato ... W la presidenta dunque!