Thursday, 7 August 2008

Come l'Argentina ???




Se andiamo avanti così, tuona l'Umberto padano, finiremo come l'Argentina. Come l'Argentina, come l'Argentina !!!
Non è la prima volta che si paragona la situazione economica e sociale italiana con quella del paese sudamericano. Mi sento, visto che vivo a metà tra Argentina e Italia, di dire che non è uno scenario così sbagliato ma non tanto per un possibile crack finanziario (crollo della moneta, blocco depositi bancari, default sul debito estero furono gli ingredienti che fecero sprofondare Buenos Aires nel 2002) quanto piuttosto nella realtà di un paese, il nostro, dove la classe media, una volta importante e sicura di sé sta lentamente scomparendo. Dove i risparmi di una vita vengono polverizzati, dove i salari vengono mangiati dall'inflazione, dove i figli che studiano non hanno la certezza di un futuro professionale adeguato, dove la precarizzazione del lavoro è norma, dove con mille euro non si arriva a fine mese. L'Italia, come l'Argentina degli anni Sessanta, ha conosciuto periodi di benessere e di stabilità, di risparmio sicuro, di banche in grado di concedere mutui agevolati senza tassi variabili, di operai con il figlio dottore. L'Italia, come l'Argentina degli Novanta, ha creduto di essere arrivata ad un grado di prosperità tale da poter permettersi lussi difficili da sostenere, senza comprendere che i meccanismi della globalizzazione hanno reso il nostro paese poco competitivo, le nostre imprese lente e sussidiate incapaci di affrontare, se non chiedendo barriere protezionistiche difficili da giustificare col tempo, l'avanzata delle economie emergenti. Ma è in una cosa, a mio avviso, l'Italia si assomiglia fin troppo all'Argentina o viceversa: nell'incapacità di imparare dai propri errori, nel ripetere gli sbagli, nel credere, o illudersi di farlo, alle promesse elettorali per poi rendersi conto che si sta sempre peggio. Un bel paragone è la situazione delle rispettive compagnie di bandiere, Alitalia e Aerolineas Argentinas: un tempo orgoglio nazionale, oggi sull'orlo della bancarotta, con il governo pronto a intervenire ma senza un vero piano di rilancio capace di durare nel tempo. Silvio Berlusconi difende l'italianità della compagnia che i francesi avrebbero comprato. Cristina Kirchner ha appena ripreso per conto dello Stato argentino la compagnia che fu svenduta prima e saccheggiata poi dagli spagnoli. La patria è salva ma nessuno sa se arriveranno a fine anno, soffocate da debiti e stipendi da pagare. Per questo credo che Umberto Bossi si sbagli a dire che se andiamo avanti così finiremo come l'Argentina. Siamo oggi giorno già fin troppo simili all'Argentina e gli argentini sono fin troppo simili a noi, nel bene e nel male.

1 comment:

Anonymous said...

Buaaaaa, mi fa piacere al meno condividere il tuo ascolto laddove l'Argentina piange, io al meno le ultime lacrime le ho versate scappando via da Ezeiza e leggendo "ciudadano argentino, esta no es la unica salida", ma adesso ti ricordi che esisto? ormai è tardi, il bel paese mi aspetta accogliente con lavoro, stabilità, amabilità e un buon pasto tutti i giorni per la mia famiglia, così sono andate le cose, nessuno mi aspettava 19 luglio arrivo a Roma, Verona, Padova sempre lavorando finche mi sistemo nella attuale mansione adatta a me, oramai da 6 anni.
L'Argentina è .....FUTURO, OK lo dicono tutti in tanto il presente spostato ogni giorno è sempre peggio, no per quanto si possa guadagnare ehh, bensi:"l'Argentina non sa dove vuole andare", con 200 anni di repubblica in confronto a l'Italia che ne ha solo 60, però con 2500 anni di cultura sotto i piedi:"SA cosa vuole e come andare in quel senso", basta mollare un po le tenaglie della politica corrotta e vedere, e poi l'Italiano sembra una razza aparte, molto particolare ed è anche amato della maggior parte del pianeta(tranne di se stesso), laggiù ho visto parecchie volte che per un italiano non c'era peggio che un'altro italiano !?.
Argentina è controllata da pochissimi individui sia economia, droghe e povertà estrema, poliziotti (bonaerense?)che fanno la sua e ti fanno percepire insucurezza totale, ansi il ladro mi pare che sei TU!!. Il lato che mi fa sentire MOLTO ORGOGLIOSO ed è anche nottissimo all'estero: un mucchio permanente di persone con DUE PALLE GROSSISSIME, che sanno fare fronte alle difficoltà con tantissima intelligenza e cuore per arrangiarsi ed andare avanti.
In quanto riguarda a mè, sono nato a Buenos Aires, figlio di marchiggiani e in veneto mi fanno sentire come a casa mia.
Saludos
Pedro