Monday, 31 December 2007

TERRA SANTA, UNA GERUSALEMME SUL RIO DELLA PLATA




PARCO TEMATICO SULLA VITA DI GESU' A BUENOS AIRES. REPORTAGE PUBBLICATO SU "LA STAMPA"


La visita guidata inizia con un Cristo gigante alto nove metri, che si erge ogni mezz’ora dal monte Sinai con gli altoparlanti a diffondere l’Alleluia di Beethoven. Benvenuti a “Tierra Santa”, il megaparco tematico dedicato alla vita di Gesù, a dieci minuti dal centro di Buenos Aires. Siamo di fronte al Rio della Plata, a meno di un chilometro dalle piste dell’aeroporto metropolitano, con gli aerei che passano ogni cinque minuti e quasi lambiscono la Gerusalemme ricostruita su un’area di cinquantamila metri quadrati. Stradine e case di pietra, il Muro del Pianto, il mercato delle spezie, grotte e templi romani. Lo speaker ufficiale, vestito d’epoca e con megafono in mano, avvisa. “State per entrare nella città che vide nascere, vivere e morire il Nostro Signore. Qui incontrerete la presenza delle distinte fedi che hanno saputo convivere per molti anni. Potete visitare il parco assieme alle nostre guide o farlo da soli. Il percorso dura tre ore, fate attenzione agli orari degli spettacoli”. I cancelli aprono alle cinque del pomeriggio, i gruppi vengono scaglionati di cento in cento. Al botteghino spiegano che nei giorni di massima affluenza, come durante le feste di Pasqua, entrano più di seimila persone. Dal 1999 ad oggi sono passati quasi tre milioni di visitatori. Un bel business della fede. “Abbiamo il nostro guadagno, inutile negarlo – spiega la direttrice Maria Ferro - ma la nostra è una proposta profondamente culturale e religiosa. La gente che viene a visitarci rimane affascinata perché è come se facesse un salto indietro di 2000 anni. Si viene per capire l’essenza stessa del cristianesimo ma non solo. Qui c’è la moschea, la sinagoga, il tempio ortodosso, l’idea è quella di dare un messaggio ecumenico e di pace. Quando l’abbiamo inaugurato è venuto un rabbino, un iman e un rappresentante della Curia. E’ un parco religioso, aperto a tutti”. I turisti sono quelli di qualsiasi Gardaland o EuroDisney, zainetto in spalle, telecamera e macchina fotografica pronta all’uso ma meno rumorosi e a tratti contemplativi. Molti brasiliani, cileni, statunitensi, europei ma anche parecchie famiglie argentine con prole, visto che da queste parti è già iniziata l’estate. Girano tra gladiatori e vestali, si fanno fotografare a lato delle statue dei profeti o nelle grotte di Betlemme, si mettono in coda per le funzioni programmate: la natività, l’ultima cena, la resurrezione, la creazione. Al Muro del Pianto si può infilare un messaggio che, avvisa un cartello, verrà portato poi nel muro originale. C’è anche l’omaggio a Martin Lutero, chi sa mai non ci sia qualche protestante, e gli spettacoli di danza araba, ucraniana, greca ortodossa ed armena. I ballerini sono tutti di Buenos Aires, città a maggioranza cattolica dove convive però la più grossa collettività ebraica latino-americana e importanti gruppi di mussulmani, armeni, protestanti. Il segreto del successo del parco, anche tra il pubblico locale, sta anche in questo melting-pot. Le guide sono giovani studenti di teologia selezionati dalla Curia locale. Vestiti da francescani, lavorano nel fine settimana dando vere e proprie lezioni di catechismo a gruppi fino a duecento persone. “Ti fanno domande di ogni tipo - confessa Mario Cuello, aspirante sacerdote “esperto” nella tappa del Calvario e della Resurrezione - a volte cercano pure di metterti in difficoltà, ma in generale c’è profondo rispetto. Per me è un’esperienza straordinaria perché posso trasmettere quello che apprendo e far capire al pubblico l’opera di Gesù”. I più entusiasti tra il pubblico ? “I Brasiliani e i messicani, a seguire tutti gli altri”. La giornata si conclude nella piazza centrale. Lo spettacolo allestito nei giorni di Natale è destinato ai bambini che vengono chiamati a partecipare al presepio e poi a ballare in circolo per festeggiare la nascita di Gesù. Subito dopo, i ristoranti tipici sono pronti a servire la cena a menu fisso: il kebab allo spiedo, il falafel, il tabulèe, le aringhe marinate e i deliziosi dolci armeni. Si riempiono tutti, fino alla chiusura: le luci della mini-Gerusalemme del Rio della Plata si spengono a mezzanotte.

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